I 5 pilastri del portafoglio dell’investitore consapevole

Le classi di investimento sono i pilastri su cui si regge il portafoglio dell’investitore consapevole. Queste, combinate tra loro in modo adeguato, permettono di ottenere una diversificazione del portafoglio. Vediamo nello specifico di cosa si tratta:

  1. Liquidità. Tradizionalmente la liquidità sui conto correnti italiani è molto elevata. Ha il vantaggio di avere la componente minore di rischio, tuttavia è anche una componente senza rendimento.
  2. Obbligazioni. Sono investimenti considerati a basso rischio e un rendimento certo in quanto prevedono il pagamento di una cedola periodica. Tuttavia non è sempre così e la qualità dell’emittente va attentamente verificata.
  3. Azioni. Si tratta dell’investimento rischioso per antonomasia. Tuttavia, un’attenta selezione delle società quotate e dei settori industriali può permettere di avere dei buoni rendimenti mitigando il rischio.
  4. Materie prime (o commodity). Rappresentano una tipologia di investimento apprezzato soprattutto a copertura di elevati tassi di inflazione, ma presentano il rischio di avere una elevata volatilità.
  5. Immobiliare. In questo caso non si tratta di possedere fisicamente degli immobili, ma investire in società immobiliari che a loro volta investono in immobili a reddito e percependone quindi i canoni di affitto.

Esistono strumenti di investimento che permettono di acquistare diverse classi di investimento in modo pratico e veloce.

Tra questi ci sono i Fondi comuni e le Sicav. I primi sono istituti di intermediazione finanziaria cha hanno lo scopo di investire i capitali raccolti dai risparmiatori che acquistano delle quote del fondo. Il fine è quello di creare valore attraverso la gestione di una serie di asset. Possono essere fondi azionari, fondi obbligazionari o fondi bilanciati. Le Sicav invece sono società di di investimento a capitale variabile. La differenza rispetto ai fondi comuni, è che l’investitore diventa azionista della società e, quindi, acquisisce una serie di diritti patrimoniali.

Quindi ci sono ETF, ETC ed ETN. I primi sono simili a fondi e hanno come unico obiettivo quello di replicare fedelmente l’andamento e quindi il rendimento di indici sottostanti (azionari, obbligazionari o materie prime). Gli ETC sono strumenti emessi a fronte dell’investimento diretto dell’emittente o in materie prime fisiche o in contratti derivati su materie prime. Infine, gli ETN sono strumenti utilizzati per l’investimento su valute e indici di borsa.

La combinazione delle varie classi di investimento con l’utilizzo di diversi strumenti viene detta diversificazione. Nella diversificazione bisogna tuttavia tenere in considerazione anche altri aspetti, come l’emittente, il settore o il portafoglio del fondo di investimento. Ad esempio, un investimento in azioni di società diverse non può essere considerato diversificato se le stesse fanno parte dello stesso settore.

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